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lunedì 20 luglio 2009

Si inizia a scrivere

Si impara a scrivere scrivendo. Ma si impara a scrivere anche vivendo. Ho già iniziato a vivere, a scrivere comincio in questo momento.

Ebbene, questa sera in metropolitana la ragazza seduta di fianco a me da una mezza dozzina di stazioni almeno - potrebbe avere la mia età, ha vistosi tatuaggi a forma di stella sul braccio sinistro e delle scarpe troppo basse e troppo chiuse per essere interessanti - cerca il telefono frettolosamente nella borsetta. Si vede che stava suonando. Risponde. E sbraita: "EEEH! SONO IN METROOOO! STO ARRIVANDOOOO! NON E' COLPA MIAA SE ERA IN RITARDOOO, ARRIVOOOO".

Poi mi guarda e mi dice ridendo: "scusa se ho urlato eh"
"ma figurati"
"ho detto una bugia, in realtà l'ho presa al volo"
"è normale: sei una donna"
"cosa?" ha una faccia che non riesco a decifrare. O si è incazzata o non ha capito. Oppure sta prendendo del tempo per decidere come reagire.
"è normale che hai detto una bugia: sei una donna", ripeto sorridendo
Ride. "ah, in effetti è una scusa che potrei usare, questa, dai". E continua: "in fondo era una bugia a fin di bene".
"certo che era a fin di bene: il tuo"
"il mio, si", dice ridendo.
"e quale altro importa, in fondo?"
iniziava a vergognarsi. "beh, dai, una bugia alle otto di sera, ci può stare"
"io le dico dalle otto del mattino"
"però se ne dici troppe poi diventa egoismo"
"hai ragione, farò l'altruista. Se scendi a Romolo ti reggo il gioco con la persona che ti stava aspettando. Ci avviciniamo chiacchierando e lamentandoci dei ritardi della metropolitana"
"scendo ad Abbiategrasso! E poi devo andare lontano, chissà che tardi che faccio!"
"peccato".

Peccato si: avrei dovuto improvvisare, scendere ad Abbiategrasso e tornare a casa più tardi: mi sarei divertito di più che ad andare all'esselunga, ma con la eminuscola, chiedere dall'abitacolo dell'auto a che ora avrebbe chiuso il supermercato a una passante con i sacchetti in mano, entrare - c'era tempo - per realizzare che domani mangio fuori e dopodomani anche, e prendere solo due verdure e una ricotta: salvo stare in fila venti minuti.
Ne ho approfittato per sentire i miei vecchi, per sentirli male, visto il rumore. Almeno mi sono scaricato il peso dalla coscienza. Chissà come stanno. Mentono sempre. In fondo, è a fin di bene.