Tenerezze necessarie, ma meno gratuite di quanto sperato. Erezioni tristi e troppo rispettose, per nessun coito: né modesto, né molesto. Trucchi che colano al posto del grasso, bugie a non finire coperte con secchiate del fango pastoso di una rabbia sofferente, quella di chi ha bisogno di un Amore a forma di Ancora gigante ma trova chi ha bisogno di un amore a forma di letto a una piazza. Così il dolore lanciatore di fango invece di nascondere le bugie le sporca. Peggio: le rende brutte. Peccato, perché ci possono essere bugie bellissime. Molto più belle della verità.
Poi riesci a capire: riesci d'un tratto a capire benissimo che non avevi capito un cazzo, e colto da un raro momento di maturità decidi di non fare il più bambino che gioca con le bambole, ti senti grande e ti fa bene. Tieni i piedi in due scarpe: ti senti adulto, ma intanto hai giocato.
Ti senti come di ritorno da un cinema all'aperto annullato per un temporale improvviso. Pedali fino a casa con i sandali nel cestello della bici e le pozzanghere dell'ultima acqua caduta su Milano, acqua nuovissima, che ti schizza le piante dei piedi nudi. Sotto casa calpesti l'erba fradicia e fantastichi di essere in campagna. Non vedi il film, ma forse ti è andata molto meglio.
Speri soltanto di non aver giocato troppo forte. Speri forte di non aver rotto la bambola!
venerdì 24 luglio 2009
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